Partiamo da un semplice quanto fondamentale presupposto: LA GUINNESS NON E' UNA BIRRA COME LE ALTRE (e anche il suo più acerrimo detrattore, se ve ne fossero, non può far altro che ammetterlo).

La sua preparazione, la sua storia, il suo colore, il suo sapore, la sua spillatura la rendono unica ed inconfondibile, diventando ormai più spesso (e forse fin troppo a fini commerciali) un'icona di tutto un Paese.

Dietro ogni pinta di Guinness (debitamente spillata e servita) e dietro ogni piena e lenta sua sorsata  c'è tutto un mondo, c'è storia, c'è poesia,  oseremmo dire ... c'è CULTURA!

La Pinta Perfetta (Perfect Pint) rappresenta tutto questo e molto di più; da ciò consegue che, come tutte le più belle cose, merita tutta la cura, l'attenzione, la dedizione, la passione e in ultimo ... "merita l'attesa"!

 

Ma procediamo per gradi: agli occhi e al palato dei "profani", quello che colpisce immediatamente di questa singolare bevanda sono il colore, appunto, la "strana" e cremosa schiuma e naturalmente il gusto amarognolo e inconfondibile, suo marchio di fabbrica. Sovente si assiste a gente che, approcciate per la prima volta le sue "vergini" labbra allo scuro nettare, si esibisce nelle più disparate smorfie facciali e arricciamenti di naso. In effetti, per chi non è preparato, il primo impatto quantomeno non lascia sicuramente indifferenti (e già questo è un buon segno). Proseguendo nella "degustazione" quasi subito ci si accorge se è "Amore a prima pinta" o meno, ma c'è anche chi se ne innamora a distanza di tempo, o impara anche solo ad apprezzarla a poco a poco. Nel 90% dei casi questo accade a quanti, una volta assaggiatala in Italia o nel suo paese d'origine che non sia l'Irlanda, si recano proprio sull'Isola Verde e ne attingono "direttamente alla fonte". Come per il caffè o la pizza in Italia, il caviale in Russia o il salmone in Norvegia, anche la Guinness in Irlanda, a casa sua, assume le sue originali e genuine fattezze olfatto-gustative che la fanno senz'altro preferire, apprezzare o anche rivalutare alle bocche più "miscredenti" (tra le altre cose, la birra in generale, ma in particolare proprio la Guinness, risulta meno "pesante" e molto più fluida nello scendere giù per la gola rispetto che altrove).

Qualcosa di simile accade anche per l'Irish Coffee, ma in senso opposto, ovvero che molto spesso è molto più apprezzato quello "italiano" rispetto a quello preparato lassù, non foss'altro (o unicamente) per la qualità dell'ingrediente principale ... il caffé, per l'appunto. Ma questa è un'altra storia.

 

La Guinness deve la sua particolarità (tra le altre cose) anche alla sua natura prettamente di "birra da conversazione" (e come potrebbe essere diversamente per la birra irlandese per eccellenza); necessita del "suo" tempo il prepararla, lo spillarla, il servirla e di conseguenza anche il berla. Le prime richiedono tutta una loro ritualità più o meno "sacra" ma sicuramente indispensabile per la riuscita di una vera "Perfect Pint" (e francamente spesso e volentieri in giro per il mondo si vedono delle cose abominevoli da dietro i banconi di "presunti" Irish Pub).

E' nella fase prettamente "di assunzione" che la Guinness esprime a pieno tutta la sua natura "conversativa" e gli irlandesi, come è noto, hanno sempre MOLTO da dire ;) : è loro  usanza ordinare la pinta successiva quando quella che hanno in mano è arrivata a circa a metà, e questo solitamente fino a chiusura del pub.

Tuttavia, anche nella stessa Irlanda (ma qui "facciamo le pulci" a livelli alti) si possono riscontrare  differenze nel gusto ma soprattutto nello stile e nei modi in cui è servita. Tali differenze si riallacciano sopratutto al luogo dove ci si trova. Se vi trovate in pieno Temple Bar in un venerdì sera "di fuoco" col pub stracolmo di gente che ordina "a catena" senza sosta magari riuscirete a godere meno delle suddette peculiarità della Guinness, altresì ne godrete appieno l'altro suo aspetto, quello goliardico e festaiolo. Personalmente vi consigliamo di provarli tutti e due, ovviamente, sia nella capitale Dublino che nel piccolo pub di Ballydehob (per fare un esempio) dove potrete trovare dietro la spillatrice una simpatica e arzilla vecchina o addirittura un piccolo "moccioso" dall'espressione furba (ma badate, sia l'una che l'altro sapranno spillarvi una Guinness da favola! Quando si dice "tramandare le tradizioni di generazione in generazione").

 

Si dice che una Guinness (magari anche due o tre  ;) ) possa sostituire anche un buon pasto ... e francamente noi ci abbiamo anche provato qualche volta :) Un'altra "leggenda popolare" vuole che, come già accennato nella pagina della Storia, il suo colore particolarmente scuro derivi direttamente dal Liffey, il fiume che scorre a Dublino, noto appunto per le sue acque particolarmente torve e limacciose; può anche darsi che il buon vecchio Arthur lo abbia fatto all'inizio, ma tranquilli, ora crediamo attingano altrove la materia prima ;)

In tutti i modi, sia in Irlanda che fuori, la Guinness presenta un po' ovunque i medesimi "effetti" pressoché immediati sulla persona, i quali si estrinsecano nel far la spola tra il bancone e il bagno al ritmo di un "viaggio" ogni pinta (e di solito non si scappa quasi mai da questa media).

 

Ma dopo questa  nostra doverosa digressione introduttiva, passiamo ora ad esaminare nel concreto come dev'essere "tecnicamente" preparata una Perfetct Pint

 

 

 

 

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