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31 OTTOBRE: BUON
SAMHAIN A TUTTI !!!
Secondo
il Dizionario McBeain di Lingua Gaelica Samhain (pronunciato "sow-in"),
forse la più importante tra le festività celtiche, deriverebbe da "samhuinn"
e significherebbe "summer's End", la fine dell'estate e l'inizio
della stagione invernale. In realtà i festeggiamenti non duravano una sola
giornata ma iniziavano una settimana prima e si concludevano una settimana
dopo, così è molto più probabile che il giorno più importante dei
festeggiamenti non fosse il primo del mese di Novembre, bensì l'11, data
coincidente con quella che oggi viene definita estate di San Martino.
Successivamente, nei paesi di origine anglosassone, Samhain fu
trasformata in All Hallow's Eve, ove "Eve" sta per "vigilia" o
ancora Halloween.
Questa data coincideva con l'inizio dell'anno celtico, il momento in cui la
natura inizia il suo riposo e il primitivo, spaurito dalla morte della
propria "mater", già preparava la sua rinascita. Da qui il collegamento di
Samhain come festa dei morti, ma in realtà essa non è una festività legata
ai defunti, esattamente il contrario, è legata alla vita, alla grande dea
che muore per poter rinascere.
Ai primordi infatti la divinità è immaginata come la sovrana dei boschi e
della natura selvaggia, essa da sostentamento agli uomini ma ne può causare
anche la morte, successivamente il passaggio dal nomadismo all'agricoltura
impone al selvaggio un più attento esame delle stagioni e dei cicli
naturali, egli si accorge che la terra non è sempre fertile, la dea, resasi
immanente nei campi, nelle piante di grano e di orzo muore per poter
rinascere nuovamente e così assicurare, con i suoi eterni cicli, la novella
vita.
Il
concetto di morte e resurrezione ha così da sempre permeato le credenze e i
miti degli uomini, nel mondo greco ad esempio essa è ben descritta dalla
storia di Demetra e Persefone, la leggenda narra che un giorno la bella
Presefone, figlia di Demetra, mentre raccoglieva dei fiori con delle amiche,
si allontanò nel bosco e così Ade, la divinità dell'oltretomba, da tempo
perdutamente innamorato della fanciulla, decise di rapirla con il
beneplacito di Zeus. La Dea Madre accortasi della scomparsa della figlia
iniziò a cercarla ma, vedendo vani i suoi tentativi, decise che fin quando
non le sarebbe stata restituita la terra non avrebbe prodotto più i suoi
frutti. Zeus ordinò così ad Ade di lasciar libera la fanciulla ma il dio,
con un sotterfugio, costrinse la stessa a ritornare ogni sei mesi nel suo
regno. Demetra allora infuriata decise che nel periodo in cui Persefone
fosse stata nel regno dei morti, sul mondo sarebbe calato l'inverno e la
terra non avrebbe prodotto i suoi magnifici frutti, una metaforica morte in
attesa del risveglio.
E' in questa ottica che la festa di Halloween
assume un nuovo significato, esso diventa il giorno in cui il velo che
separa il mondo dei vivi da quello del soprannaturale si fa molto sottile,
tanto da poter facilmente trapassarlo, nasce così l'idea che le anime dei
morti proprio in questo giorno riescon più facilmente a raggiungere e far
visita ai loro cari ancora in vita. Da questa credenza nasce l'usanza di
lasciare frutti o latte sugli usci delle porte, in modo che gli spiriti,
durante le loro visite potessero ristorarsi o ancora accendere torce e
fiaccole per segnalare il cammino e agevolare loro il ritorno.
Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa cercò di appropriarsi della
festività troppo radicata nella cultura popolare per esser cancellata e così
il 1° Novembre diventava la festa di Ognissanti, le figure fatate e
gli spiriti della tradizione celtica, a loro volta immagine di un oltremodo
di morte e rigenerazione, furono demonizzati, le stesse donne il cui ruolo
nei rituali di fertilità era fondamentale furono trasformate in streghe e i
falò di "gioia" tradotti in roghi. Anche le lanterne e le luci giuda
subirono una ugual sorte, quelle che all'inizio avevano proprio il compito
di indicare ai propri defunti la "via di casa" divennero "lanterne scaccia
streghe" con un uso completamente differente.
da www.celticworld.it
  
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