L'origine del calcio di rigore può essere collocata agli albori del calcio inglese, nel 1891, mentre nel nascente campionato irlandese si incontravano due tra i più vecchi club del calcio: lo Stock City e il Notts County.

Quest'ultimo stava vincendo 1-0 quando, negli ultimi minuti della partita, il difensore Hendry prese la palla con la mano proprio sulla riga di porta per evitare il pareggio dello Stoke.. Nonostante il fatto che il portiere fosse ormai battuto e che il tocco di mano fosse intenzionale, tutto ciò che prevedeva il primordiale regolamento del "soccer" era il diritto di battere un calcio di punizione sulla linea di porta: a tutti i difensori del County fu permesso di disporsi sulla linea di porta e non ci fu modo di calciare il pallone in rete.

Le polemiche scaturite dopo la partita convinsero la federazione irlandese a decretare che in circostanze del genere potesse essere concesso un calcio di rigore nella modalità che oggi conosciamo.

La modifica alle regole non giovò però allo Stoke. Poche settimane dopo infatti, la squadra era sotto 1-0 contro l'Aston Villa e a due minuti dalla fine fu fischiato un calcio di rigore a suo favore. Sfortunatamente non c'era nulla nelle regole che prevedesse che il portiere dell'Aston Villa potesse calciare via la palla e non ci fosse il tempo necessario per recuperare il pallone e battere il calcio di rigore. Il pallone venne perso e con lui scomparvero le speranze di pareggiare la gara.

In questo modo cambiò un'altra regola che è restata immutata nel tempo fino ad oggi: l'esecuzione del calcio di rigore fu considerata l'unica causa che potesse permettere il proseguimento della gara anche dopo la scadenza del tempo regolamentare.

La storia è stata tratta dal libro "Tales from the Boothen End" che contiene una raccolta di storie dello Stoke City F.C.,il secondo più vecchio club di calcio al mondo.

 

di Emanuele Frontoni

 


 

 

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