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Dillinger è morto
"Oltre che un film di Ferreri, Dillinger è morto è anche un
serio e engagé blog di cinema reperibile all’indirizzo:
http://dillinger.blog.tiscali.it/
.
Malinconico e introverso nei toni, per nulla ruffiano o compiaciuto, è
tenuto da Emanuele Rozzoni, cinefilo di quelli doc, che lavora nel
sottobosco dei cineforum del bergamasco e scrive di cinema per una webzine,
www.irishknights.com.
Il blog di Dillinger si occupa di cinema vissuto e praticato e, tra l’altro,
segnala interessanti iniziative, per chi è della zona, tra cui quelle di
Lab80 e Alasca.
Inoltre, ed è quello che più ci interessa, Rozzoni dedica ampio spazio ai
film in sala. I suoi post, scritti molto bene, offrono giudizi decisi ma mai
gratuiti. Tra i blog di cui "pocket coffee" si è occupato (ed escludendo gli
studi di http://alphaville.splinder.com), Dillinger è
quello che più indugia nell’osservazione della struttura del film: sembra
saper intuire la materia artistica astraendo dai contenuti più immediati, e
si intuisce alle spalle una solida preparazione umanistica.
Alla luce di ciò è un peccato che spesso Dillinger si fermi un passo prima
di aver completato l’opera, limitandosi a parlare del film ma non parlando
mai di Cinema, lasciando le sue analisi in sospeso come nel pur
soddisfacente (ma troppo concentrato sull’analisi letteraria del film, e
poco sul film stesso) post su Big Fish. Per i nostri gusti,
talvolta si fa tradire da qualche preconcetto di troppo, forse in virtù
della sua militanza da cinefilo underground, e casca nella messa al bando
del cinema di cassetta o hollywoodiano (che poi, una volta o l’altra,
riusciremo a capirlo che cosa si intende con questa definizione?), bocciando
con eccessiva sicurezza L’alba del giorno dopo o
The Passion, per dirne un paio.
Ma in generale promuoviamo senza remore Dillinger e ne consigliamo vivamente
l’inserimento tra i Preferiti."
Federica Guarnieri
da
http://www.pickpocket.it/home_.asp?sez=exit music
  
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