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iverisco lor signori, io son Mark O’Berty,
giovin signore (di pariniana memoria) della casata degli O’Berty. Mi par
giusto darvi informazioni a riguardo delle mie origini:
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Le
donne, i cavallier,
larme, gli amori,
le cortesie, laudaci imprese
io
canto...
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" In quel tempo alcuni guerrieri celti, sconfitti dai centurioni romani,
vennero deportati nelle terre cisalpine allo scopo di farne degli
schiavi... tuttavia i romani ladroni scoprirono ben presto l’indomito
orgoglio che animava tali valorosi uomini (e soprattutto quali
inesauribili energie donava loro un nettare scuro ricoperto da schiuma...
un nettare da primati!), i quali riuscirono a ribellarsi ed a fuggire
dalle truppe romane, comandate dal generale Julius Andreottus, che li
tenevano prigionieri..... essi cercarono riparo in terre montagnose ed
impervie cosicché ai romani passò subito la voglia di inseguirli....
Questi uomini andarono ad abitare una selva oscura che ribattezzarono
Brembo’s Valley, che tappezzarono del colore della loro natia patria: il
verde d’Irlanda! (ahimè secoli dopo un villano se ne appropriò e lo
utilizzò per dipingere le vestigia dei suoi seguaci... infangando in modo
deplorevole l’origine di quelle genti)".
Questa è historia amici, compagni miei!
Io di quella casata son
lultimo discendente... ma a causa dellorribil tiranno sopra citato, son dovuto
divenir cavaliere errante, abbandonando tali luoghi a me cari, non potendo più udir la
sottile cantilena del gaelico fuso nel bergamasco antico, dire " ai a ae ie ù!"
oppure intonar "la me nòna poerìna la fa sò la minestrina..." o ancora
"noter de Berghem de Berghem de hùra..." e spostandomi nella contea trevigliese
ove mimbattei in homini delle + svariate etnie... qui la mia curiosità venne
colpita da un uomo alla guida di un cavallo di ferro dal color azzurro... tale Tavannuccio
da Campobasso... (che solo + tardi scoprirò essere nientepopodimenochè "il Truce
Despota" venuto dal Molise... sì, proprio lui... Nick OLean!!). Costui mi
incantò con delle misteriose flautolenze e mentre ero in stato confusionale, mi descrisse
le sue audaci imprese in terra straniera.... ed errante comero sentii il bisogno di
accompagnarmi ad egli per proseguire il mio percorso..... Durante lo percorso è giusto
che voi sappiate ci imbattemmo e superammo le più terribili tempeste e cicloni che homo
abbia mai visto, dimostrando a tutti la nostra fierezza et volontà.
Ma un giorno egli mi svelò il suo ambizioso progetto, per il quale aveva intenzione di
raccogliere un manipolo di audaci prodi (al truce piace offendere i suoi seguaci
paragonandoli a figuri dalla comprovata inettitudine... forse x stimolarli a dare il
meglio di loro stessi!) e partire alla conquista dellisola verde!
Stentavo a credergli! Voleva che lo accompagnassi nella patria dei miei avi!!! Subito gli
dissi di sì... anche se nutrivo seri dubbi sulla "di lui leadership"... ma in
fondo il suo cuore è animato da buoni intenti... anche se ha un particolare modo di
dimostrarli (si sa.. il fascino del potere a volte da alla testa).
Riscoprii così le mie origini, gli usi e costumi che furono del mio popolo ... il sacro
nettare! Inoltre ricercai i discendenti dei miei avi per poter riconquistare un giorno
col loro aiuto, quella terra che sovrasta la contea orobica.... CHE LA FORZA SIA CON NOI!
(x la gnocca anche stavolta neanche a parlarne!)
Orbene dunque! Che si parta! Limpresa non fu facile.. ma ormai nulla più mi legava
a questa terra (così come lo era allora) e fui pronto a sacrificare la mia stessa vita x un si nobil
scopo...
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A lalta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e l
velle,
sì come rota chigualmente è
mossa,
lamor
che move il sole e laltre stelle. |

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