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 rsù, miei prodi, uomini eletti! Par sia giunto il momento, se ve ne fosse bisogno
alcuno, di presentar la mia cotanta persona
per tutti Nick OLean detto "Il
Truce"
Io son colui che a suo tempo vi riunì sotto il suo sigillo, che da allora è
anche il vostro, colui
che vi ha richiamato a sé per unimpresa senza precedenti, riconoscendo in voi lo
"spirito" guerrier che egli da tempo andava cercando per codesta
epica tenzone ... ma lasciate che vi racconti la mia storia e giudicherete
poi voi stessi la bontà di cotanto epiteto che i miei nemici in battaglia
ebbero ad affibbiarmi
Lontane e ben diverse origini da quelle che il mio nome vorrebbe
anelare ha la mia famiglia, gente semplice, contadina, spostatasi dal povero Molise,
contea sfruttata e bistrattata della Sudania (così come l'ama chiamare uno dei miei più acerrimi nemici, tal
Umberto I e Ultimo di Padania) già contea Natale del famoso Antony
Peters, noto uomo di legge famoso per essere assorto e aver fatto traballare il
regno del grande vero dittatore italico, il famelico Cavaliere Nero Sir Silvio del Ducato
di Arcore
ma questa è unaltra storia
Ebbene, era la mia unesistenza normale,
né più né meno di quella di tutti i miei coetanei della Contea di Trev Hill, ma con nel cuore uninsistente e sempre crescente
desiderio di conquista, una brama di appagar quello spirto esploratore chentro mi
ruggeva e anelava, appena potevo, di sellar lo mio destriero e partir senza meta alcuna
per le strade del vecchio continente, che io tanto amavo e amo.
Un brutto giorno, poi rivelatosi
a conti fatti il più bel giorno della mia vita, la Contea mi chiamò per prestar servigio
presso la vicina e temuta Brixia per un intero anno: e lì la mia vita ebbe una
svolta
conobbi il primo di voi, Mark McAnnon, anche lui destinato dalla sua Contea di
Lodi alla medesima mia destinazione e appena lo vidi la prima volta mi disse "Bella
lì!". Lo frequentai solo 6 mesi, ognun è al fin tornato
alle rispettive dimore, ma le due contee, si scoprì dopo, sono davvero molto vicine. A
quel tempo ancora vago e non ben definito era il progetto nella mia testa, ma subito
riconobbi in lui il mio stesso sguardo (da sobrio), la medesima sprone conquistatrice che
andava accendendo il mio cuore impavido. Accadde che alla fine di quellanno
organizzai insieme ad altri mercenari trovati un po per caso una prima spedizione al
di là del Mare, in quella terra leggendaria che è diventata poi la Nostra meta, la
Ragione di tutto questo, la Cara Vecchia Eireann. Proposi immantinente la cosa al prode
McAnnon, il quale però declinò a malincuore. Andai con gli altri, la spedizione in sé
fu buona, positiva, raccolsi materiale interessante, conobbi molta della stupenda gente
del loco e solo una volta che volsi alla mia italica dimora mi resi conto che un pezzo del
mio cuore là era rimasto, sparso in briciole per ogni centimetro che in quella terra
avevo percorso, esposto al vento forte e liberatorio delle Cliffs Of Moher, immerso nel
luppolo di quella scura bevanda che in quei lochi, abili maestri birraioli, ho imparato ad
apprezzare in modo genuino e primordiale
Guinness è il suo nome!!! Tornai dunque alla mia dimora, ma
subito allabbandonar di quelle terre pensai che vi avrei sicuramente
fatto pronto ritorno con
McAnnon. Mutai quindi il mio nome
in OLean ed ebbimo poi modo di prepararci a cotal spedizione un anno
più tardi, espatriando nelle terre nordiche dOlanda (terra famosa per le sue
taumaturgiche e benefiche erbe mediche) e Danimarca, patria dei fieri vichinghi (e
altrettanto fiere vichinghe). Il viaggio confermò il mio presentimento
lui sarebbe stato
della partita.
Il tempo a volte è tiranno, lo so, ma a volte anche benevolo: e fu col tempo che imparai
a conoscere meglio ed apprezzare un altro di voi, che già conoscevo superficialmente ma
che si è rivelato avere la stoffa per affrontare lambizioso
progetto conquistatore che avevo in mente
il più giovane tra noi
Mark
OBerty, "lUomo dagli occhi di ghiaccio".
Insieme a McAnnon diventò mio compagno fedele di scorribande nella nostra contea e
dintorni, a volte camuffati (o meglio truccati) in abili e ingannevoli travestimenti e non
vi fu nemmen bisogno di ricevere un Sì come risposta per avere da lui
lassenso alla nostra mirabile e ambiziosa trasferta. Come il più giovane tra tutti
è ovviamente il più restìo e insofferente a ricevere direttive e consigli, ma è
normale, è giusto così, il ragazzo è giovane e si farà
eeeh quanto si farà!!!
Poco tempo addietro conobbi meglio anche laltro di voi, Andy FabBruce: sentivo
che al gruppo mancava un altro elemento, un ultimo tassello che cementasse in modo
indelebile questa unione dintenti e vagai alla sua ricerca (da qui le male lingue
che, nel mio peregrinare, mi affibbiarono lepiteto de "Il
Truce"
tutti nemici umiliati in battaglia). Lo conoscevo già per alcune feste
in ballo tenutesi al villaggio dellOrto nei pressi di Trev Hill e per la comune
frequentazione, nostro malgrado, di un brutto postaccio nella parte alta nella vicina
Bergomum chiamata Università degli Studi. Ma nulla di più
sapevo di lui: intuendo, per quel poco che conoscevo, le qualità che andavo
cercando lo misi alla prova bussando un giorno alla sua porta fingendomi
mendicante: lanimo impavido ma allo stesso tempo genuinamente generoso di
FabBruce mi accolse nella sua dimora, mi nutrì, mi accudì, mi trovò una
momentanea occupazione in una carpenteria di pallottolieri in legno al cospetto di tal
Gregorius Fanzannagan e del suo fido e corpulento assistente Michael Lehidy. Parlavamo, si
confidava con me, i suoi timori, le sue paure, le sue voglie (soprattutto)
non
dimenticai quello che aveva fatto per me e realizzai che la mia
ricerca era finita, finalmente avevo trovato il pezzo mancante
era lui luomo
giusto!!!
Il momento al fin giunse, il tempo si compì e soggiunse lora
chio tornassi allIsola Verde, chio avessi a raccogliere i brandelli della
mia metà di cuore sparsi lungo le sue terre o che ve ne lasciassi definitivamente anche
laltra
era un rischio che sapevo di correre; ma vi ho riuniti tutti, fidi e
prodi guerrieri, per essermi ed esservi compagni in questa impresa e per aspirare uniti a
qualcosa che un giorno potremmo dire essere veramente Nostro.
Ma anche Voi, volti al
ritorno, aveste a rimpiangere quelle terre come io ho fatto fin dal giorno che le ho
abbandonate la prima volta, compagni miei, riportando incisi nel cuore e negli occhi
i ricordi indelebili di quella meravigliosa terra e della sua gente, recando in voi, come anela il compagno FabBruce,
tanta serenità e tanta libertà d'animo! E fu così che da allor facemmo
proseliti e ci rendemmo fieri ambasciatori dello spirito irlandese: sulla
scia dei nostri racconti appassionati si unirono a noi gentil donzelle et altre
impavide genti che, presto, seguirono le nostre orme
verso l'Amata Terra rimanendone a loro volta vieppiù incantati.
Orbene Compagni,
questa è la mia/nostra storia, che ancora sha da scrivere
nostra piccola
vita
e vi chiamo al fin a suggellare codesto patto di sangue al cospetto duna o
più brocche della sacra bevanda testè mezionata
la Guinness!


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