Periodicamente in Prima Pagina notizie spicciole,
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punti di vista semi-seri e a volte del tutto non seri
direttamente dal nostro "inviato" sull'Isola di Smeraldo.
Tutto rigorosamente a ruota libera!
da Dublino
UNA GIORNATA A
CROKE PARK: GAELIC FOOTBALL, QUESTO SCONOSCIUTO
E'
difficile parlare di qualcosa riguardo all’Irlanda che vada un
po’ al di là dei soliti luoghi comuni e delle frasi fatte, o
per lo meno tentare di fare qualcosa del genere. Non penso però
sarà un compito così arduo, perché questo sito, di luoghi
comuni, ne é pieno zeppo! :)
(Beh,
questa "stilettata" ci voleva, se non altro per mantenere
fede alla mia vena sprezzante)
Ma
iniziamo subito (magari smentendo immediatamente quanto appena
detto) con l’affidare le restanti righe al tema del calcio
gaelico (o Gaelic Football).
Perché?
Innanzitutto
perché domenica 14 Maggio mi sono recato allo stadio Croke
Park di Dublino (Meath 1-15 Louth 0-10 , Offaly 0-15
Westmeath 0-11), che può ospitare 85.000 spettatori
esclusivamente di avvenimenti sportivi gaelici. Niente calcio,
niente rugby, dunque. Questo almeno fino all’anno prossimo. In
virtù di un accordo siglato a inizio anno, dalla stagione
prossima, anche i fans del rugby e del calcio potranno riempire
gli 85.000 seggiolini. Almeno fino a quando non terminerà la
ristrutturazione dello stadio che ospita il calcio e il rugby.
In
secondo luogo, da più parti (e con sempre più insistenza) mi
si chiede di cercare di dare delucidazioni riguardo a questo
sport praticato soltanto (o quasi soltanto, come vedremo) in
Irlanda. Chiarimenti, opinioni, regole, regolamenti, descrizioni
... Voglio dire, anche quando cammino per strada, mi capita che
la gente mi fermi e mi rivolga domande. Soprattutto mi chiedono
“Che ora é?”.
Con
una precisione che neanche O’Berty può vantare, vi racconterò,
con questi brevissimi appunti, vita, morte, miracoli, numeri,
date e precisi riferimenti sul calcio gaelico.
Cercherò anche di non essere noioso, ma, come già s’é
intuito, tenterò vanamente di essere simpatico.
Innanzitutto,
per tenere fede a quanto detto precedentemente a proposito di
questa incostante rubrica,devo smentire il primo luogo comune. Il Gaelic Football
non é uno sport irlandese: é, prima di tutto, un gioco per la
playstation. Ho visto parecchie volte in tv la pubblicità (che,
se ci pensate bene, se la EA Electronics ha fatto un gioco per
la playstation basato su uno sport che si pratica in un paese di
4 milioni di abitanti, vi rendete conto di quanto l’Irlanda
sia cresciuta economicamente durante gli ultimi anni, senza necessità
di fare riferimento ad altre statistiche).
In
secondo luogo, il Gaelic Football, non é praticato soltanto in
Irlanda. Nel senso che esiste anche una squadra a New York,
composta soltanto da immigrati illegali irlandesi. Alcuni anni
fa, le finali (noi forse diremmo i play
off) si disputarono proprio a New York. Pare anche che la
squadra newyorkese non possa in alcun modo sperare di
partecipare al campionato irlandese, in quanto formata
esclusivamente da clandestini i quali, una volta lasciati gli States,
difficilmente potrebbero poi farvi ritorno.
Per
amore della precisione aggiungo che un’altra squadra esiste
anche a Londra. In ogni caso, pare che queste squadre non siano
all’altezza di quelle irlandesi.
Passiamo
alla descrizione del giuoco. Non li ho mica contati, ma sembra
che ci siano 30 giocatori che se la contendono sopra un manto
erboso, che somiglia a un campo da calcio e da rugby: con tanto
di porte, area grande e piccola, ecc. 15 giocatori per squadra,
dunque, che si battono per la conquista del pallone, e per la
realizzazione della rete,
che vale però tre punti.
Perché, per la verità, sopra la porta da calcio classica sono
montati due alti prolungamenti dei pali. Proprio come se fosse
anche una porta da rugby. C’é quindi anche la passibilità di
realizzare un punto,
se la palla é spedita sopra la traversa, ma all’interno dei
pali (proprio come quando si calcia nel rugby o nel football
americano).
Le
regole, per quanto posso averle capite o interpretate, sono
veramente poche. Si gioca per 70 minuti (più recupero). Si
possono usare mani e piedi, senza problema. Vale quindi tirare
in porta (o sopra la porta) anche con le mani, ovviamente.
Questo
ha portato il sottoscritto subito a porsi il problema sul
significato della figura del portiere in questo sport; visto che
tanto tutti possono prendere la palla con le mani, perché
recintarlo in un’area? Ecco di seguito il perché. O almeno la
mia conclusione (provvisoria).
In
realtà l’area grande non recinta il portiere ma delimita lo
spazio entro cui vengono tirati i rigori, quando un giocatore
avversario viene atterrato nell’area stessa. Proprio come nel
calcio. Ma il rigore non viene tirato dagli 11 metri, ma dal
limite dell’area. Mi sembra anche che più di un giocatore
possa stare in porta quando viene concesso il penalty. Questo
porterebbe il rigorista a cerca di realizzare un punto (tirando
sopra la traversa), piuttosto che cercare di realizzare la rete.
Questo
per quanto riguarda l’area grande. Invece, l’area piccola
delimita lo spazio entro cui non si può tirare in (o sopra) la
porta.
Chiaro?
Speriamo.
Ora,
possibile che valga proprio tutto in questo sport? Possibile che
non ci sia una regola, LA REGOLA, che ne vincola
la completa e assoluta libertà? Che lo rende peculiare e
diverso da altri giochi e sport? Tutti gli sport più diffusi
hanno questa regola.
Altrimenti che sport é? Mi spiego. Per esempio, la regola del
calcio é che non si può prendere la palla con le mani. Nel
rugby non si può passare la palla in avanti. Tutti gli sport
diffusi, hanno una regola che ne determinano il grado di difficoltà.
Sarebbe molto più facile fare gol, se si potessero usare anche
le mani. Sarebbe molto più facile effettuare una meta nel rugby
avendo la passibilità di passare la palla in avanti Per questo
motivo, questi sport sono così popolari e affascinanti.
Ebbene,
a prima vista mi pare che nel calcio gaelico una regola così
vincolante non ci sia. E da questo fatto deriva sia l’aspetto
affascinante sia l’aspetto forse meno interessante di questo
sport. Perché, paradossalmente, l’assenza di vincoli potrebbe
limitarne l’evoluzione tecnica e tattica.
In
verità esiste una regola simile quella dei passi
nel basket. In altre parole, non si può percorrere il campo
con la palla in mano per lungo e in largo, ma occorre
palleggiare con i piedi o con le mani almeno ogni
tre-quattro-cinque passi. (Il numero dei passi dipende
dall’interlocutore a cui ho rivolto la domanda).
I
contatti fisici sono nell’ordine delle cose e il grado di pericolosità
mi é sembrato molto molto elevato. Ma le legnate sugli stinchi
che prendi a giocare a pallone, quelle proprio non le ho viste.
Il gioco é molto veloce e si corre come dei pazzi su un campo
da gioco che mi é parso più grande di quello da calcio.
Cosa
si può dire ancora di questo sport? Che ovviamente é molto
popolare e seguito. Che la federazione di sport gaelici pare
disponga di grosse somme di denaro, perché gestisce tutti i
campi da gioco irlandesi, perché lo stato ha aiutato nella
realizzazione di campi da gioco e stadi, che poi sono di proprietà
della federazione stessa. E perché, fatto importante che non ho
ancora indicato, lo sport gaelico é uno sport amatoriale
e non professionistico. Quindi i giocatori, che in alcune contee
sono considerati come veri e propri eroi, fanno i lavori più
comuni e si allenano. Questo lo rende molto affascinante e ne
delinea l’aspetto romantico.
Altre
curiosità in pillole. La stagione é appena iniziata e si
conclude a Settembre. Molte squadre vengono a Dublino a giocare,
anche se provengono da altre contee. Questo per approfittare
dello stadio, bello, nuovo e capiente. Capita che Croke
Park ospiti due partite, una dietro l’altra. I biglietti
si acquistano fuori dello stadio nel giorno della partita in
appositi chiostri prefabbricati piazzati sui marciapiedi
alberati attorno allo stadio. In genere un biglietto costa 25
Euro. Nell’occasione ci siano due partite di fila, il
biglietto é valido per la visione di entrambe.
Non
mi viene in mente nient’altro per ora. Ma ovviamente mi sarò
dimenticato particolari e curiosità ben più rilevanti di
quanto abbia scritto. Questo per me é normale.